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MEZZOCORONA
A Mezzocorona è stata accertata la presenza di un tracciato stradale di epoca romana. Fondamentale è stato lo scavo nella zona Giontec dove si ritrova un'area archeologica di dimensioni inusuali. Il meticoloso lavoro degli archeologi ha permesso di identificare un insediamento abitativo di età romana, costituito da una stazione di transito. Stazione che negli anni si trasformata in un villaggio, i cui resti, oggi, rappresentano una delle testimonianze maggiori di architettura romana nell'area delle alpi. All' interno del sito stata trovata un vano con sistema di riscaldamento ad aria calda (ipocausto), che stato messo in luce e restaurato. Ricordiamo che l'antica strada era intervallata da punti di sosta e ristoro (Stationes e Mansonies), distanti di solito l' una dall' altra una trentina di chilometri, che consentivano la sosta e il cambio dei cavalli; gli antichi romani individuarono in Mezzocorona il luogo ideale dove ristorarsi.
Fino al secolo scorso, la Valle dell'Adige, nel tratto che oggi separa i capoluoghi di Trento e Bolzano, era impraticabile per lunghi periodi dell'anno; il fiume Adige, privo di argini e sovralimentato dal torrente Noce, era soggetto a continue inondazioni e proprio la loro frequenza generava un enorme palude impossibile da attraversare. Chi proveniva da Nord o da Sud era quindi costretto a cambiare strada. In conseguenza a questi eventi nasce un confine naturale: quello fra il mondo latino e quello nordico.
Nei secoli successivi all'età romana, fu eretta una Torre a Mezzocorona, nell'attuale Palazzo Thun, dalla quale era possibile presidiare il territorio ed il passaggio dell'antica strada. La Torre passò in proprietà fra tante famiglie nobili fino a quando, nel 1821, Leopoldo Thun decise di inglobarla all' interno del suo palazzo.
Oggi è possibile riscoprire la storia di Mezzocorona nel centro di documentazione storica, allestito dal comune presso il Palazzo della Vicinia, una sorta di museo che ricostruisce e spiega i reperti rinvenuti negli anni, a partire dalla celeberrima "Nonna di Mezzocorona", scheletro di età mesolitica.
Palazzo Firmian che fu sede della giurisdizione di Mezzocorona, in mano alla nobile famiglia dei Firmian da fine '400 fino al 1824. Al suo interno troviamo dipinti del pittore altoatesino Paul Troger.
Facciamo un passo indietro e torniamo ai romani. Per dimostrare il legame fra la Rotaliana ed il Dio Bacco, oggi incarnato dal Teroldego Rotaliano, stata trovata una Fattoria tardo-romana presso le Cantine Mezzocorona con resti di numerosi vinaccioli d'uva.
Il comune di Mezzocorona è sovrastato da un monte sul quale è possibile vivere a stretto contatto con la natura, riscoprendo il fascino delle malghe e dell'alpeggio e la bellezza dei sentieri, immersi nel profumo delizioso dei boschi. Una comoda e moderna funivia permette di raggiungere, in pochi minuti, la cima della montagna.
Sulle pendici della montagna troviamo il rudere del Castello San Gottardo. Uno dei più suggestivi esempi di costruzione medievale a "corona" come sono chiamati quei castelli edificati all'interno di grotte o caverne situati su rocce strapiombanti. Secondo una leggenda popolare, la caverna, che ospita il castello, era la tana di uno spaventoso drago. A porre fine al terrore in cui viveva la popolazione del luogo giunse un cavaliere della famiglia Firmian, che affrontò il mostro uccidendolo. Il Conte Ugo Firmian, dopo aver ucciso il basilisco, lo sollevò con la spada sopra la propria testa per mostrarlo ai suoi sudditi. Una goccia del potente veleno cadde ed attraverso una fessura della corazza, scivolò dentro, lungo il braccio del Cavaliere che si trasformò , di colpo, in una torcia umana. I primi abitanti di Mezzocorona che giunsero su quella spianata trovarono solo un basilisco morto ed un'armatura contenente un mucchietto di cenere.